I Puffi costano alla Apple 100 milioni di Dollari

Avrei voluto intitolare l’articolo “I Puffi costano alla Apple 100 milioni di Puffbacche”, magari un po’ di sdrammatizzazione avrebbe fatto bene ai piani alti della Apple dove non saranno stati certo felici per questa sentenza.
Sembra assurdo, ma gli omini blu sono la causa di questa maxi multa che la Apple sarà costretta a pagare ad un gran numero di possessori dei suoi dispositivi che si sono sentiti truffati dalla celebre applicazione Smurfs Village.

Ad onor del vero le applicazioni incriminate sarebbero più di una, ma quella del villaggio dei Puffi è stata quella che ha scatenato il tutto dando vita ad una class-action partita nel 2011 e che visto la sua conclusione proprio in questi giorni.

Il problema è sorto a causa di alcune applicazione “freemium“, ovvero quelle che si scaricano e installano sul proprio dispositivo senza pagare (free), ma che offrono a pagamento aggiornamenti e upgrade (premium).
Alcune applicazioni però non chiedevano nessun codice di sicurezza per acquistare i contenuti a pagamento, così i bambini quando usavano i dispositivi dei genitori con collegata la carta di credito compravano ogni aggiunta senza problemi.

In alcuni casi si parla di pochi Dollari, ma in Smurfs Village ci sono singoli pacchetti che arrivano fino a 99 Dollari l’uno (il costo di un barile di puffbacche, che scopriamo così più care del petrolio!), con genitori che così hanno trovato addebiti da centinaia di Dollari a loro insaputa.

La Apple vistasi con le spalle al muro ha deciso di patteggiare, risarcendo con buoni da spendere nell’App Store oppure contanti per chi chiede un risarcimento superiore ai 30 dollari.
Gli utenti coinvolti oggetto dell’accordo sono solo quelli del mercato Usa, e si parla si aggirino attorno ai 20 milioni con una spesa prevista di circa 100 milioni di Dollari!

 Delle schermate del gioco “incriminato”